Assemblea annuale COMBONIANI DEL CONGO
25 04 2026
“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20)
Nel precedente messaggio avevo accennato dell’assemblea a Kisangani, aggiungo qualche altro dettaglio.
Una volta all’anno, tutti i comboniani che lavorano in Congo sono invitati a partecipare alla Assemblea Provinciale.
Attualmente in Congo siamo 67 comboniani, poco più della metà congolesi e gli altri di 9 nazionalità (16 italiani). Da tener conto che il Congo è grande 8 volte l’Italia e noi siamo sparsi dalla capitale fino al nordest in 13 comunità. Ecco, domenica sera 19 aprile, abbiamo iniziato questa assemblea, con la presenza del padre generale, p. Luigi Codianni, e il suo assistente p. Elias Sindjalin. Chiaramente non tutti i comboniani sono venuti, ma una forte rappresentanza, 41, compreso qualche studente, a nome dei 34 giovani comboniani congolesi che stanno studiando teologia per diventare missionari.
Lunedi mattina l’arcivescovo di Kisangani, Mons Marcel Utembi, ha presieduto l’Eucarestia, dopo di che siamo entrati nella fase dell’ascolto, prima di tutto dell’ascolto della chiesa locale, e ancora Mons Marcel ha fatto presente quello che la chiesa congolese chiede ai Comboniani, poi all’ascolto del superiore provinciale P. Justin Kakule, che ha fatto una panoramica sulla situazione della provincia, infine all’ascolto dei tre segretari provinciali, dell’economia, della formazione e della missione.
Martedi mattino ogni comunità si è presentata. E’ stato molto interessante conoscere come vivono le varie comunità, esperienze diversissime, chi in parrocchia, chi nei seminari, chi con i pigmei, chi nell’animazione missionaria, chi nei mass-media … Nel pomeriggio la commissione che ha preparato l’assemblea ha fatto una sintesi del questionario che era stato inviato a tutte le comunità, sulla vita spirituale e fraterna.
Mercoledi, il padre generale e il suo consigliere hanno preso la parola, per presentare la situazione della congregazione e le sfide che ci interpellano, sottolineando vari punti che interessano i comboniani in Congo: la formazione, l’aspetto economico, l’evangelizzane, i poveri, l’ecologia ecc. e anche sul processo per unire tutti i comboniani di lingua francese (Congo, RCA, Ciad, Togo e Benin)
Verso sera abbiamo vissuto un momento molto profondo: la celebrazione della riconciliazione. Il tema dell’assemblea era: «Riconciliati con il Cristo, per costruire l’unità e la pace nella verità». Anche tra di noi non sempre c’è armonia e fraternità, ma il Cristo è morto e risorto per darci la grazia di vivere nell’amore reciproco. Guardando Lui, non possiamo più vedere gli altri come nemici ma come fratelli che Dio ci ha messo accanto per il nostro bene. Allora la fraternità sarà possibile: Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. Una serata di allegria ha concluso la giornata.
Giovedi, mons Leonard Ndjadi, vescovo ausiliare di Kisangani, comboniano e ex superiore dei Comboniani in Congo, ha presieduto l’Eucarestia, mettendo l’accento, nella sua omelia, sull’importanza di restare sempre all’ascolto del Comboni, per non perdersi in cose che non sono strettamente missionarie. Il resto della giornata è stato dedicato al discernimento e alle proposte su vari aspetti della nostra vita missionaria.
Giovedi sera Mons Leonard è tornato per partecipare alla presentazione del libro: “Retirez vos mains du Congo! Cessez d’étouffer l’Afrique” - ( Giù le mani dal Congo! Smettetela di soffocare l'Africa! ) scritto da un nostro confratello, p. Canisius, in particolare sul discorso che papa Francesco aveva pronunciato a Kinshasa quando era venuto nel gennaio del ’23.
Nella mattinata del venerdi, si sono tirate delle conclusioni, con l’aiuto del padre generale e provinciale. Prima di pranzo abbiamo ringraziato il Signore con una solenne celebrazione eucaristica.
Devo aggiungere che oltre a sentirmi a mio agio durante l’assemblea, mi sono anche divertito a pescare nel laghetto, che c'è nel giardino di casa nostra.
Non essendoci stati aerei ieri pomeriggio per tornare alle nostre missioni, oggi, 25 aprile, festa di san Marco, ci siamo ancora ritrovati tutti assieme. E abbiamo sentito ancora più profondamente l’appello del Signore: “Andate in tutto il mondo, annunciate il Vangelo ad ogni creatura ….”. E’ il vangelo di oggi, festa di san Marco. Mentre vi scrivo, alcuni confratelli stanno partendo, altri partiremo domani.
E la missione continua …. - p. Eliseo
22 04 2026
Buona giornata. Stamattina prima dell'assemblea sono andato a rilassarmi facendo un po' di pesca, in un piccolo laghetto qui in casa San Giuseppe a Kisangani.
Kisangani 20.4.2026
Ricorre oggi il 33° anniversario della nascita al cielo di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta. Don Tonino, quel 20 aprile 1993, non aveva più la forza di parlare, era stanco e soffriva, ma aveva il suo sguardo rivolto verso il quadro della madonna delle Grazie. All'annuncio della sua morte qualcuno ordinò: «Suonate le campane!». Don Tonino entrava in paradiso accompagnato dal suono a festa delle campane. All’udire il suono delle campane la gente capì, e solo dopo pochi attimi si riversò nei pressi del Palazzo Vescovile.
Per molti don Tonino Bello è considerato già un santo.
Per noi comboniani don Tonino è sempre stato un punto di riferimento, un sostegno, un compagno di viaggio.
Proprio oggi noi Comboniani del Congo abbiamo iniziato l'assemblea annuale. Siamo riuniti a Kisangani per 5 giorni.
L'arcivescovo del posto, Mons Marcel Utembo ha presieduto l'eucarestia nella cappella del postulato (seminario filosofico, dove sono presenti una trentina di giovani in cammino per diventare comboniani).
Presente a questa assemblea anche il p. Generale p. Luigi Codianni e il consigliere generale p. Elias Sinjalin, incaricato dei Comboniani che lavorano nelle zone francofone, Congo, Centrafrica, Ciad, Togo e Benin.
Che Don Tonino interceda per noi. - p. Eliseo.
SAMUEL, LA SCUOLA , L'ORFANOTROFIO e I CENTRI DI FORMAZIONE
18 04 2026
Nel 2014, quando arrivai a Butembo, trovai, tra i candidati a diventare fratelli comboniani, un giovane di Isiro, di nome Samuel. Siccome io avevo un altro gruppo di giovani da seguire, con Samuel non avevo tanti contatti, vedevo comunque che era un ragazzo disponibile, accogliente con le persone che visitavano la nostra comunità. Dopo tre anni di seminario però, decise di tornare a casa. Da allora non ho più avuto sue notizie. Il mese scorso, qualche giorno dopo il mio arrivo a Sant’Anna, p. Anatole mi informa che c’è un signore che vorrebbe incontrarmi. “E’ uno che tu conosci, mi dice p. Anatole, ed è stato incaricato dal Vescovo di Isiro di coordinare le attività caritative e sociali della diocesi”.
Prima ancora che il Vescovo lo nominasse, Samuel, di sua propria iniziativa, aveva aperto dei piccoli centri di formazione, scuolette di falegnameria, corsi per fabbricare il sapone, scuole di taglio e cucito …
Sentendo che ero arrivato a Isiro, ha voluto vedermi per avere dei suggerimenti per le sue attività e anche per vedere se come comboniani possiamo incentivare queste iniziative.
Gli ho chiesto di poter visitare qualche centro da lui aperto. “Prima però passiamo dall’ufficio che il Vescovo mi ha dato”. Ci siamo accordati per mercoledì 15 aprile. Arrivati, una decina di persone ci aspettavano, ognuno si presenta, tutti collaboratori di Samuel, volontari, pieni di voglia di fare, ma un po’ bloccati dalla scarsità di mezzi.
Li vicino, in una scuola delle suore domenicane, visitiamo uno dei centri aperti da Samuel, in una stanza ci sono una decina di macchine da cucire, appartengono alla scuola, ma la suora direttrice le mette a disposizione nel pomeriggio per le donne che vogliono imparare a cucire sotto la guida di qualche volontario/a del gruppo di Samuel. Vedo che il supporto di queste macchine è un po’ originale. La suora mi spiega che è fabbricato sul posto, con materiale del posto.
La suora direttrice poi mi informa che dietro la scuola c’è un orfanatrofio e mi fa strada. Mi viene incontro un’altra suora, un volto conosciuto tanti anni fa, Suor Gwende, ci salutiamo come si salutano i vecchi amici dopo anni che non si vedono, e tra l’altro mi dice che è lei la responsabile dell’orfanatrofio.
29 bambini/e da 0 a 12 anni. Quelli che frequentano la scuola non ci sono, torneranno nel primo pomeriggio, i piccolini sono là, non credo ai miei occhi, cinque o sei su una grande coperta, chi dorme, chi piange, chi mi guarda ma senza piangere, altri in giro per il cortile. Resto lì a guardarli, incredulo e incantato, non ho parole, mi vien voglia di coccolarmeli. Sr Gwende mi racconta la storia di qualcuno, storie dolorose, finite positivamente grazie alla presenza di queste suore. Donne di Dio.
«Dio non ci ha mai abbandonato», ha assicurato ieri il Papa nella cattedrale di Bamenda in Camerun, in questa regione si contano più di 6mila morti; un milione di sfollati; i rapimenti per alimentare la lotta armata; i bambini senza più scuola usati come esche. E ha continuato “Fratelli e sorelle, siate il sale che dà continuamente sapore a questa terra .. Siate come olio versato sulle ferite dei vostri fratelli e sorelle". E questo olio versato l’ho visto anch’io nella testimonianza di queste suore domenicane in un orfanotrofio sconosciuto, ma non abbandonato. Il bene non fa rumore, ma c’è. – p. Eliseo
CAPPELLA DI BELI
- 5 BAMBINI e 22 RAGAZZI HANNO RICEVUTO IL BATTESIMO
33 RAGAZZI E ADULTI SI SONO INCONTRATI PER LA PRIMA VOLTA CON GESU' EUCARISTIA
" BEATI QUELLI CHE PUR NON AVENDO VISTO CREDERANNO! "
13 04 2026
Carissimi tutti,
“Beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”. E’ stupenda questa espressione di Gesù, ci consola e ci dà coraggio. E’ la risposta che Gesù ha dato a Tommaso, ma che è indirizzata a tutti, espressione che San Pietro riprende nella sua prima lettera al capitolo 1 (vv 8-9): “Voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime”.
Ed è la gioia che ho visto ieri, seconda domenica di Pasqua, festa della Divina Misericordia, nella gente della cappella di Beli, a una ventina di chilometri da Isiro, una gioia scaturita dall’Eucarestia profondamente vissuta durante la quale 5 bambini e 22 ragazzi hanno ricevuto il battesimo, 33 ragazzi e adulti si sono incontrati per la prima volta con Gesù eucarestia. E quando si sperimenta la presenza del Signore, anche il tempo non ha più “orario”, i canti sono appena sufficienti per esprimere ciò che si sente e la comunità diventa famiglia. Un cuore solo e un’anima sola, come diceva la prima lettura di ieri.
“Beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”. E’ vero che non abbiamo visto Gesù, ma vediamo i segni della sua presenza e questo è come vedere Gesù. Grazie Signore. _ p. Eliseo
UN RITORNO PER SERVIRE LA RD CONGO
NIGRIZIA - APRILE 2026 . Intervista a padre Eliseo Tacchella
RIFLESSIONE POST PASQUALE :
" CRISTO E' RISORTO ... VERAMENTE E' RISORTO "
08 04 2026 –
Carissimi tutti,
dalla notte di Pasqua fino all'Ascensione i cristiani ortodossi di tutto il mondo al posto di darsi il buongiorno o la buonanotte, si salutano dicendo “Cristo è risorto” cui si risponde: “veramente è risorto” E questa tradizione antichissima è ancora oggi fermamente presenta nella vita di tutti gli ortodossi.
Questo saluto è un inno alla vittoria, alla felicità, alla grandiosa promessa di cui siamo eredi, la vittoria di Cristo Gesù sulla morte e sul peccato. E' anche una vera e propria confessione di fede: Cristo, nostro Dio, è risorto. Infatti, come dice l'Apostolo Paolo: Ma se Cristo non fosse risuscitato, allora sarebbe vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede. (1 Cor. 15,14)
Noi cattolici invece siamo abituati a salutarci con “Buona Pasqua”. E purtroppo questo saluto si limita alla festa di pasqua e poi si ritorna al Buongiorno, buonasera.
In questi giorni sto seguendo con interesse e con gioia i vari interventi di papa Leone XIV, ringrazio il Signore per la parola chiara con la quale si schiera contro ogni tipo di guerra e di violenza e invita, chiede ai potenti e a ciascuno di noi di cambiare rotta: «Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare l’economia per opprimere i popoli o per liberarli dalla miseria, il potere di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla» (commento alla prima stazione, venerdi santo). E nella prima benedizione Urbi et Orbi del suo pontificato ha insistito: “Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace!”
E come voi sapete, di armi ne girano in Africa, soprattutto per il controllo delle miniere.
Papa Francesco, quando aveva visitato il Congo aveva gridato: Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall’Africa! Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare. L’Africa sia protagonista del suo destino! Il mondo faccia memoria dei disastri compiuti lungo i secoli a danno delle popolazioni locali e non dimentichi questo Paese e questo Continente. L’Africa, sorriso e speranza del mondo, conti di più: se ne parli maggiormente, abbia più peso e rappresentanza tra le Nazioni!”
Un discorso magnifico, un programma chiaro, un messaggio per tutti, per noi in particolare, … dell’Africa se ne parli maggiormente.
E spero che i campionati mondiali di calcio siano anche quelli un'occasione per conoscere di più l’Africa. Quest’anno saranno 10 le squadre africane, tra le quali anche la Repubblica Democratica del Congo, che parteciperanno ai campionati mondiali, il doppio dei precedenti campionati. È un bel segno.
È più di un mese che sono in Africa, e vi assicuro che sento veramente una voglia di crescere nella gente, non sento rassegnazione, nonostante i massacri ancora in atto, in particolare nelle zone minerarie, nonostante le politiche più centrate su se stesse che sul bene della gente. E l’ho sentito forte in queste liturgie festose della Pasqua. Quindi coraggio, il Comboni aveva come programma: “SALVARE L’AFRICA CON L’AFRICA”, credo che dal cielo stia gioendo, il suo piano si sta sempre più realizzando.
Cristo è risorto, si, è veramente risorto. - p. Eliseo
E' LA PASQUA DEL SIGNORE
04/04/2026 _ Sera della vigilia di Pasqua
( ore: 18,16) - Sta piovendo alla grande... Speriamo che si calmi, fra un po' dovremmo iniziare la grande messa.
( ore: 23,52) - Qui la pioggia è finita presto. Ci ha rinfrescati e abbiamo cominciato come previsto. Buona Pasqua e buona notte.
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05/04/2026_ S.Pasqua
Messa di ieri sera, rinnovo delle promesse battesimali.
25 giovani e adulti hanno ricevuto il battesimo + 8 prime comunioni di adulti.
BUONA PASQUA.
Fin che c'è speranza c'è vita
04 Aprile 2026 - Sabato Santo
"Fin che c'è vita c'è speranza, no, dice Papa Francesco, fin che c'è speranza c'è vita"
Sabato Santo. La vita è stata stroncata. L'albero rigoglioso abbattuto, "era necessario che tutto questo accadesse, dirà ai discepoli che lo incontrano a Emmaus,
infatti il lumicino della speranza nonostante la potenza delle tenebre è rimasto acceso.
Si. Gesù è morto, ma non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere (Atti 2,24), anzi, morendo ha distrutto il potere della morte (Ebrei 2,14-15).
I padri della chiesa dicono che se il demonio fosse stato certo che Gesù sarebbe veramente morto, avrebbe fatto di tutto per non lasciarlo morire. Perché morendo e risorgendo Gesù ha distrutto il suo potere.
E giovedì e ieri abbiamo celebrato l'amore, l'amore eterno.
Oggi respiriamo la speranza e la speranza non delude, Cristo è vivo e cammina con noi, sempre. A Lui la lode e la gloria nei secoli.
Che lo Spirito del Cristo risorto possa circolare nelle vostre vene, riempire di gioia la vostra vita, e rendervi costruttori di pace.
Cristo è risorto. Si , è veramente risorto.
- Sono tre settimane che sono qui a Isiro e sto riscoprendo tante cose conosciute e scoprendo cose nuove, come l'inizio della celebrazione di ieri, venerdì santo. La celebrazione inizia in silenzio e l'annunziatore ha chiesto a tutti di mettere le mani sulla testa come segno sia di dolore, di tristezza ma anche di presa di coscienza degli sbagli fatti.
Queste mani saranno poi rivolte al cielo con la preghiera del Padre nostro e rivolte al mondo per portare la pace.
Buona e santa Pasqua. p. Eliseo
GLI AUGURI DI PASQUA 2026 DEL VESCOVO DI VERONA
A TUTTI I MISSIONARI VERONESI NEL MONDO
- 30 Marzo 2026 -
Questo ieri a Sainte Anne
...E stamattina grandi pulizie
Qui stiamo preparando la grande Festa delle Palme
26 Marzo 2026
" Quando entrate in un casa dite: pace a questa casa".
Questa mattina p. Claudino mi ha accompagnato a visitare qualche CEV (comunità ecclesiali viventi). Ce ne sono 15 nella nostra parrocchia. Ogni CEV ha la sua chiesetta, che serve anche come luogo di incontro, di formazione, oltre che di preghiera.
Christ Roi (Cristo Re) è il nome della prima che abbiamo visitato. Stanno facendo dei lavori per ampliarla.
Abbiamo incontrato il responsabile (Moyangeli), e altri membri del consiglio, e tanti bambini. Tutti contenti per la nostra visita.
Continuando verso la CEV Bakanja (nome di un altro beato congolese, martire, frustrato dal suo padrone belga perché non voleva togliersi lo scapolare della vergine Maria che portava al collo. Bakanja morì di stenti perdonando il suo aguzzino) eravamo continuamente invitati a fermarci per scambiare due chiacchiere. E così ci siamo seduti in diversi cortili ascoltando la gente. Una signora anziana ci ha chiesto di informare i ministri dell'eucarestia che vadano da lei, fino a poco tempo prima riusciva ad andare in chiesa adesso non ce la fa più.
Un po' più avanti ci viene incontro una signora pregandoci di dare un saluto a suo marito. E rivolgendosi a me, mi dice: "Mio marito si chiama Zoro, tu lo conosci". Contentissimo di sapere che è ancora vivo, la seguo e entriamo in casa sua. Lui è seduto su uno sdraio, ci abbracciamo calorosamente. Era un autista e meccanico di fr. Tarcisio Calligaro. Quando avevamo problemi con qualche auto, fr. Tarcisio ce lo inviava a Rungu a sistemarle. Rungu, dove sono stato parroco dal 1989 al 1995 è a 65 km da Isiro.
Dopo esserci raccontati tantissime avventure di quegli anni, preghiamo e gli chiedo se possiamo fare una foto.
Mi ha fatto un grande piacere rivederlo.
Continuando verso Bakanja, un'altra signora mi ferma e mi saluta dicendomi che sono ndoi di lei.
Ndoi in lingala vuol dire omonimo. Lei si chiama Elisa (Elysée), e manda a chiamare la sua nipotina che è anche lei è ndoi.
Noi tre ndoi ci facciamo fare una foto ricordo.
Finalmente arriviamo alla CEV Bakanja. Lì ci informano che oggi in tutta la città è "ville morte".
I giovani del posto hanno indetto una giornata di protesta, nessuna manifestazione ma anche nessuna attività commerciale. Tutto chiuso per richiamare l'attenzione dei capi politici sulla situazione di violenza che sta investendo vari villaggi del Nord est del Congo.
Torniamo a casa contenti per tutte le persone che il Signore ci ha fatto incontrare.
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Grande movimento oggi pomeriggio qui a S.te Anne. Prima il ritiro per tutti predicato dal nostro parroco, p. Anatole, poi le varie ripetizioni per la preparazione della settimana santa.
24 Marzo 2026
Ciao carissimi. Tutto bene. Il nuovo impianto di internet arriverà forse venerdì. I camion vengono avanti lentamente a causa delle bande armate, che attaccano i veicoli che passano. Allora prima sondano... E poi rischiano.
Oggi è la giornata mondiale di memoria dei martiri.
Oggi ricordiamo il martirio dell'Arc. OSCAR ARNULFO ROMERO. ucciso mentre celebrava l'Eucarestia il 24 marzo 1980.
E' la giornata dei missionari e missionarie martiri.
Nel 2025 sono stati uccisi:
6 sacerdoti ,2 seminaristi, 2 catechisti in Africa.
Nelle Americhe 2 sacerdoti, 2 religiose.
In Asia 1 sacerdote, 1 laico;
In Europa 1 sacerdote.
I loro nomi sono scritti nei cieli.
La loro memoria ci prepara alla PASQUA di Cristo Il MARTIRE della Pace!
Qui a Isiro veneriamo la prima martire congolese, la beata Suor Clementina Anuarite Nengapeta, uccisa il 1 dicembre 1964, da un militare che la voleva in moglie.
In quella settimana anche 4 comboniani erano stati uccisi. Non sono stati proclamati beati, ma di fatto hanno dato la loro vita per salvare la gente.
- p. Eliseo
Arcivescovo. OSCAR ARNULFO ROMERO - Martire
Domenica 1 dicembre 2024 - Sono passati 60 anni dal martirio di tanti missionari e missionarie agli inizi degli anni ’60, in quella che è oggi la Repubblica democratica del Congo (dal 1971 al 1997 denominata Zaire). Tra loro si contano anche quattro comboniani: i padri Remo Armani, trentino, Antonio Zuccali, bergamasco di origine mantovana, Evaristo Migotti, udinese, e Lorenzo Piazza, savonese. Daniele Comboni era solito dire che “le Opere di Dio nascono e si sviluppano ai piedi della croce”. Il martirio dei quattro comboniani viene a confermare la profonda convinzione del Fondatore.
Il 1 dicembre 1964 i simba (parola kiswahili che significa leoni) uccidevano a Paulis (oggi Isiro) la beata Clementina Anuarite Nengapeta. Quel giorno venivano uccisi a Rungu (a 65 km da Paulis) i padri Lorenzo Piazza ed Evaristo Migotti. Il giorno dopo, 2 dicembre, veniva ucciso, sul ponte del fiume Rungu vicino alla missione e gettato in acqua, padre Antonio Zuccali. Il 24 novembre era stato ucciso a Paulis padre Remo Armani, il superiore dei comboniani in Congo
Sessant’anni dopo, il loro martirio può offrirci due insegnamenti: l’amore per la gente e lo spirito di fraternità. Erano in terra congolese perché sapevano che gli africani avevano solo bisogno di essere amati e aiutati a entrare anche loro nella sola famiglia di Cristo. Voler bene alla gente era la loro priorità, e la fraternità è stata il loro testamento: si sono sostenuti e aiutati l’un l’altro nella prova e nella speranza. Anche la gente li ha protetti fin che ha potuto.
- Dal sito: https://www.comboni.org/contenuti/116554
22 Marzo 2026
"La messe è grande ma gli operai sono pochi... " E qui si constata che la messe è sempre più grande, su 40 cappelle solo 5 hanno avuto la celebrazione eucarestia, che è fonte e culmine della vita cristiana, dice il concilio vaticano II°.
Questa mattina, alla cappella di Nzibeli, dove ho celebrato, ho incontrato prima della messa alcuni catechisti. Uno in particolare mi ha stupito, la sua fede, il suo impegno come catechista, la sua testimonianza fanno di luì una persona a cui si potrebbe affidare non solo la direzione di una cappella ma anche la possibilità di presiedere l'eucarestia. Forse sto andando troppo in là, ma credo che dobbiamo fare in modo che la gente possa incontrare Gesù Cristo e Gesù Cristo possa entrare nel cuore di tutti.
Vi mando qualche foto della messa di oggi. Alla fine della messa sono stati presenti 4 neonati che riceveranno il battesimo a Pasqua.
- p. Eliseo
IMMAGINI DALLA CAPPELLA DI NZIBELI
18 Marzo 2026
Ciao carissimi.
Ora a dirvi il vero, sto osservando e imparando. Qui ho trovato una comunità impegnata nella pastorale. Solo qui attorno alla parrocchia ci sono quindici CEVB (comunità ecclesiali viventi di base).
Ogni CEVB si raduna al lunedì mattina alle 6. Chiaramente chi ha tempo... Inizia con la preghiera, informazioni sulla vita della CEVB (malati, problemi, organizzazione dei giovani...), formazione sulla parola di Dio... Il tutto in un'oretta.
I preti partecipano a una o l'altra CEVB. Quindi nella chiesa centrale non c'è l'eucarestia il lunedì.
E noi ci troviamo a celebrare la sera in comunità.
Poi il giovedì, mattino o pomeriggio, le CEVB si trovano per il lavoro comunitario, pulizia della cappellina della CEVB, sistemazione della casa di qualche povero, ....
Molto organizzato è il catechismo in parrocchia e nei quartieri, molti i ragazzi catecumeni.
C'è il Rinnovamento nello Spirito che sta lavorando molto bene, la Legio Mariae che conta soprattutto persone di una certa età, i Bilenge wa mwinda ( giovani della luce) , un movimento nato in Congo per la formazione dei giovani.
I KA (Kizito Anwarite) un movimento sempre nato in Congo per la formazione dei ragazzi e ragazze.
C'è anche un gruppetto di Focolarini e tanti altri gruppi...
Qui accanto alla nostra comunità c'è una comunità di suore congolesi, un istituto nato in diocesi, di ispirazione domenicana.
Mi fermo qui per quanto riguarda la pastorale. Domenica vado a visitare una delle 42 cappelle, Nzibeli, a 27 km da qui e allora potrò darti delle informazioni sulla pastorale di brousse, cioè quella fuori, nei villaggi.
Ieri è venuto da me un ragazzo che avevo conosciuto nel 2014 a Butumbo, voleva diventare fratello comboniano, ma aveva fatto solo un anno nel nostro seminario.
Attualmente è responsabile diocesano (diocesi dì Isiro) delle opere caritative. Il vescovo gli ha dato questo incarico perché si sta dando da fare per creare dei piccoli centri di formazione, in taglio e cucito, in falegnameria, in saponeria.... Gli ho chiesto se non ha un censimento delle situazioni di povertà, sordomuti, ciechi, handicappati, ragazzi di strada...
Visto quello che abbiamo fatto a Butembo, vorrebbe che anche qui potessimo fare qualcosa.
È stato un incontro inaspettato e interessante. Inaspettato perché non avrei mai pensato che questo ragazzo potesse fare cose così belle, inaspettato anche perché non avevo avuto più nessun contatto con lui, ma Dio guida le strade di ciascuno di noi, e interessante perché si possono aprire orizzonti operativi. Il Signore ci mostrerà il suo piano.
Per questo accompagnateci nella preghiera.
Grazie mille.
Mentre sto scrivendo sta piovendo abbondantemente.
Vi mando un video. È il cortile interno della nostra comunità.
In fondo dove si vede una Land Rover bianca, c'era un garage organizzatissimo tenuto da fr Tarcisio Calligaro, una falegnameria tenuta da
fr Roberto Moser, e un laboratorio per l'elettricità tenuto da fr Nevio Calligaro, fratello di Tarcisio.
Sono stati i pilastri dell'opera missionaria. Adesso il mondo è cambiato. Coloro che hanno lavorato con loro, hanno aperto le loro attività in città. Grazie all'insegnamento di questi santi missionari.
Un abbraccio grande.
p. Eliseo
Il nostro internet aspetta... il tecnico che venga a ripararlo.
Riepilogo del lungo viaggio per raggiungere ISIRO . Parrocchia di Sant'Anna.
_ 16 Marzo 2026 - Sant'Anna
Ciao carissimi tutti e tutte.
Pace e bene
Sono arrivato a Isiro, parrocchia di Sant'Anna. Dopo un lungo ma interessante e fruttuoso viaggio.
Vi dico i posti che ho visitato:
- Kampala, ho incontrato vari confratelli e vari amici, tra i quali un veronese che vive in Uganda da più di trent'anni e ha aperto una falegnameria, poi ha iniziato a importare macchine per il legno e ha aperto più di duecento piccole falegnamerie formando i responsabili, che man mano che si sono pagati le macchine, sono diventati proprietari.
- Butembo (Congo), dove ero rimasto 4 anni. Ho incontrato la sr Giuditta, confratelli, amici, ragazzi di strada ora diventati adulti e responsabili....
Da Butembo in auto a Beni, mercoledì 11, alloggiato presso le suore Oranti. Al mattino ho celebrato l'eucarestia nella loro cappella, 26 suore, quasi tutte giovani, e le poche anziane erano contente, andare fino in parrocchia per la messa è un grande sforzo.
Giovedì 12, Beni - Bunia in aereo.
Il giorno prima l'aeroporto di Beni era partito in fiamme.
Facciamo le formalità sotto una pianta, cerchiamo di non inciampare nei pezzi bruciati per andare a prendere l'aereo.
Il pilota e propietario della compagnia aerea mi viene incontro, è un grande amico da quando ero a Butembo. Gli dico che i suoi agenti non hanno voluto farmi il biglietto, ma ho tutto in regola anche la carta d'imbarco. Mi dice che per i famigliari non ci sono biglietti.
Veramente Dio è grande.
Saliamo sul Fokker 50.
Arrivati a Bunia, incontro il vescovo emerito di Buta, abbiamo viaggiato sullo stesso aereo.
Mi chiede se ho bisogno di un passaggio, gli dico di sì. Ci sediamo a raccontarci i momenti vissuti assieme, nel frattempo la provvidenza sistema tutte le formalità e mi trovo sull'auto del vescovo, con tutti i miei bagagli. La provvidenza lavora senza che tu te ne accorga.
Accolto calorosamente dai Padri Bianchi, ci beviamo un birra fresca assieme al vescovo di Wamba.
Venerdì 13. Dopo la messa del mattino, Ted mi manda a prendere da un suo agente per decollare verso Isiro.
Anche lì, mi dicono di sedermi che per il resto ci pensano.
Dopo un po' mi dicono che la moglie di Ted, Marianne, mi aspetta vicino all'aereo. Quando ero parroco a Rungu lei era una bambinetta dell'internato (collegio delle ragazze) gestito dalla parrocchia.
Figlia di un cipriota e di una congolese, aveva ereditato dal papà il senso degli affari e aveva sposato Ted, originario delle Seychelles, ma cresciuto in Congo perché il papà era venuto come pilota.
Fin che aspettiamo l'arrivo degli altri passeggeri, mi aggiorna sulla sua famiglia e anche sulla situazione del Congo. Fino all'anno scorso erano resistenti a Goma, ma con presa della città da parte del gruppo dei ribelli dell'M23, hanno portato tutte le loro attività a Bunia.
Partiamo, Ted mi dice che prima fa scalo a Kisangani, poi Isiro.
Con piacere rivedo l'aeroporto di Kisangani, dove nel 2009, venendo da Isiro, l'aereo su cui viaggiavo, nella fase di atterraggio aveva perso il carrello anteriore, grande spavento, ma grazie a Dio solo spavento.
Prima di partire verso Isiro, Ted mi fa chiamare e mi dice di sedermi in cabina. Non mi aspettavo questa proposta. Tra due piloti... Eccezionale.
Non sono riuscito a farmi dare tutte le spiegazioni di tutti gli strumenti dell'aereo perché il volo è durato solo un'oretta.
Tra una spiegazione e un'altra, mi ha anche condiviso la sua esperienza di fede. Una frase mi è rimasta impressa: "So che Dio mi ama" e mi ha raccontato vari fatti dove ha sentito fortissima la presenza di Dio che lo ha protetto e salvato.
E arriviamo a Isiro.
Vi dico che mi sentivo un po' emozionato.
Da 12 anni non sono più venuto. L'ultima volta era per il cinquantenario della beata Clementine Anwarite, martire congolese. Uccisa da un colonnello simba proprio qui a Isiro nel 1964, in quel periodo anche 4 Comboniani erano stati uccisi.
A Sant'Anna mi accoglie padre Anatole, parroco. Ci facciamo fare subito una foto ricordo.
NB: Fr Duilio ha brevettato un trattore con partenza ibrida. Ha trovato la soluzione per batterie un po' andate come quella del suo trattorino: pannello solare fisso che permette alla batteria di avere energia sufficiente per accedere il motore. E quello che stupisce è che .... funziona.
p. Eliseo
... Per aprire il sito devo andare nell'altra comunità a Magambe. Qui niente da fare.
- Fr Duilio con il trattore “solare”. -
_15 Marzo 2026 – Sant'Anna
Ciao carissimi. In casa non abbiamo l'wifi. E la linea telefonica è scarsissima. Pazienza.
Riprendo ... Qui a Isiro ci sono due comunità comboniane, dove sono io è la comunità di Sant'Anna. Adesso siamo in 5 preti. 3 congolesi, compreso il parroco, un portoghese e io. Chiaramente i congolesi sono giovani, il portoghese e io diversamente giovani.
In città di Isiro ci sono 6 parrocchie. In tutta la diocesi una trentina.
Sant'Anna è stata fondata da P. Lorenzo Farronato, comboniano, nel 1970.
La chiesa è stata costruita da fr. Santo Bonzi. Ha una capienza di 1.500 - 2.000 persone, con un'architettura straordinaria.
Oltre al centro, la parrocchia si estende verso est, arrivando fino alla cappella di Ndubala, 110 km.
Alcune sulla strada principale, molte dentro la foresta, le cappelle sono più di 40. Domenica prossima celebrerò a Nzibeli, a una ventina di km.
- L'altra comunità comboniana a Isiro è Magambe. A 3 km da qui. Attualmente ospita oltre a p. Lorenzo (fondatore di Sant'Anna), p. Michel e fr. Duilio, una dozzina di propedeuti, cioè di giovani che desiderano diventare comboniani. Fanno un anno di preparazione per poi passare nel nostro seminario di filosofia a Kisangani.
Ringraziamo il Signore per tutti questi giovani che aspirano alla vita consacrata. Danno speranza.
Venerdì pomeriggio quindi sono andato a salutare la comunità di Magambe e così ho potuto partecipare alla Via crucis con loro.
Alla sera a cena, abbiamo fatto uno strappo al digiuno, il cuoco aveva cucinato una bella torta per il mio arrivo.
Sabato 14, come tutti i giorni, messa alle 6,15, in sintonia con lo spuntare del sole. A me piace questa coincidenza, Gesù come il sole, viene a illuminare la nostra giornata.
Appena arrivato in comunità, il parroco, p. Anatole, mi aveva presentato il programma. Vedo che il mio nome è già sulla lista: domenica 15 marzo, p. Eliseo presiede la prima messa ore 6,30.
Vi assicuro che ero un po' emozionato, tanti anni che non parlo il lingala ...
Alle 6 vedo già movimento, chierichetti che soffiano sulle brace che serviranno per l'incenso, lettori che si preparano leggendo a voce alta nel cortile, cristiani che cominciano a riempire la chiesa.
Il parroco mi dice che all'inizio dell'eucarestia si usa aspergere tutta l'assemblea con l'acqua benedetta. Tutti vogliono ricevere almeno una goccia di acqua santa.
Ho iniziato l'omelia salutando e ringraziando tutti e chiedendo che abbiano pazienza se il mio lingala è scarso. Come risposta mi è arrivato un applauso caloroso. Mi sono sentito meglio.
Sapevo che la seconda messa inizia alle 9, ma mi sono resoconto alla comunione che erano già le 8,30 passate... Canti, preghiere, bambini che danzano... La messa è una festa.
Prima di scrivere questo messaggio sono andato a vedere una partita di calcio nel campo sportivo della parrocchia. Una miriade di giovani.
Questa è l'Africa. Questa è speranza.
p. Eliseo
ARRIVATO A ISIRO - 13 Marzo 2026
14 Marzo 2026 –
Era partito il 25 Febbraio per tornare in Congo dopo otto anni di permanenza in Italia.
I trent’anni passati in missione, lo hanno spinto a ritornare tra la sua gente, ora a Isiro e più precisamente nella parrocchia di Sant’Anna (S.te Anne), nella comunità comboniana a fianco del parroco p. Anatole e altri confratelli.
Il 13 Marzo, dopo un lunghissimo viaggio ripercorrendo tanti luoghi della precedente missione a Kinshasa, e dopo aver reincontrato tante persone e amici, è finalmente arrivato a destinazione.
Da qui inizieranno nuove esperienze e si svilupperanno nuove energie .
Buon cammino, p. Eliseo.
Arrivato a ISIRO
ieri 13 Marzo 2026
Ciao carissimi.
Sono arrivato a Isiro, dopo un viaggio estremamente piacevole.
Il pilota Ted mi ha chiamato in cabina di pilotaggio. È tutto un altro volare.
Tra l'altro Ted, oltre a spiegarmi i vari strumenti dell'aereo, ha condiviso con me la sua esperienza di fede. E così velocemente siamo arrivati a Isiro.
Poi in comunità.
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Nel pomeriggio con p. Anatole, parroco di Sant'Anna, (nella foto) siamo andati a visitare l'altra comunità comboniana che è qui a Isiro. Li abbiamo incontrato fr. Duilio, p. Lorenzo e p. Michel.
La comunità ospita un gruppo di aspiranti comboniani e con loro abbiamo fatto la Via crucis.
12 Marzo 2026
- Tra Beni e Bunia
Oggi un viaggio pieno di sorprese provvidenziali.
Questa mattina ho celebrato l'eucarestia presso le suore oranti dell'assunzione a Beni. Poi ho chiesto alle suore se conoscono un tassista per andare all'aeroporto. Una suora mi dice, non preoccuparti ti porto io. Provvidenza.
All'aeroporto, dopo l'incendio di ieri che ha bruciato quasi tutti i locali, le formalità le abbiamo fatte all'aperto, tra l'altro con minaccia di temporale che poi grazie a Dio ha cambiato direzione.
Una signora mi si avvicina e mi chiede se posso benedirle la corona del rosario. Questa richiesta mi ha fatto piacere e mi chiedevo come ha fatto sapere che ero prete, forse dalla crocetta appesa al collo?
Ci chiamano per l'imbarco, vedo Ted, pilota e proprietario della compagnia aerea Busy Bee, ci salutiamo calorosamente, ci conosciamo da quando ero a Butumbo, un caro amico.
Prima di salire in aereo la signora della benedizione mi dirà che era presente alla messa del mattino.
25 minuti di volo, tra Beni e Bunia, ci sarebbe anche la strada ma sconsigliata per la presenza dei ribelli, che dì tanto in tanto assaltano i camion, le auto, massacrano la gente...
Arrivati a Bunia , vedo che un vescovo ha viaggiato sullo stesso aereo, era il vescovo emerito di Buta
Lo saluto e ricordiamo i momenti passati assieme a Buta, di passaggio.
Si offre a portarmi presso i Missionnaires d'Afrique (Padri Bianchi).
La provvidenza non perde un colpo. Grazie Signore.
p.Eliseo
A BUNIA
Data: 12 Marzo 2026 –
Ciao carissimi. Sono a Bunia. Ieri sono venuto in taxi da Butumbo. Oggi in aereo vado a Bunia e domani Bunia - Isiro.
La situazione è calma, le grosse città come Bunia, Beni e Butembo...non hanno problemi, ma fuori nei paesetti spesso sono terrorizzati da bande armate. Così la gente scappa in città le città sono sempre più popolate.
La chiesa sta lavorando sodo per riportare la sicurezza.
Non è una questione, come spesso si pensa, tribale, non sono guerre tribali, ma guerre economiche, per l'accaparramento di terre o di miniere.
A Isiro, all'inizio saremo in 5, tutti preti, poi uno partirà per un altro servizio.
La parrocchia è grande. Oltre al centro ha una cinquantina di cappelle.
Ma vi dirò meglio quando sarò là
Un abbraccio grande e una preghiera.
p. Eliseo
09 Marzo 2026 -
Buongiorno, ieri ho avuto due bellissime visite.
Dieci anni fa avevamo aperto una casa per i ragazzi di strada, ne erano arrivati una ventina, Due di loro sono venuti ieri a trovarmi.
Djodjo che adesso è professore nelle scuole superiori e Fiston che fa l'elettricista.
p. Eliseo
CARLO ZANINI di Lugo - Grande collaboratore delle missioni
Data: 07 Marzo 2026 -
CARLO ZANINI cognato di p. Eliseo, ha raggiunto la pace eterna.
A Kinsasa nell'Aprile del 2009, aveva duramente lavorato per la costruzione della Scuola di Informatica.
Data: 06 Marzo 2026 -
Oggi abbiamo fatto una riunione di revisione,
alla fine della riunione, come ringraziamento i vari collaboratori hanno fatto un gesto inaspettato, hanno offerto un sacchetto di patate, vino, una capra .... è stato emozionante .
p. Eliseo
A BUTEMBO di passaggio con visita a Sr. Giuditta
Data: 04 Marzo 2026 -
Ciao a tutti/e .
Sono di passaggio a Butembo, sono andato oggi pomeriggio a trovare la sr. Giuditta che abita con i suoi bimbi a 4 Km da casa nostra. Ne ha più di 40, ma tutti belli e sani, alcuni erano arrivati in condizioni estreme adesso sono in forma.
Ha alcune mamme che la aiutano. Come vedete dalle foto, ormai questo centro è un bel villaggio, con qualche casa ancora in costruzione. Ringraziamo il Signore per questa opera straordinaria.
p. Eliseo